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Il Progetto

"Infant Oral Care"


Progetto
Infant Oral Care

prevenzione-protezione odontoiatrica
per i bambini da zero a sei anni
del Piemonte


Nella primavera di quest’anno
l’Università La Sapienza di Roma ha invitato i rappresentanti e i consulenti della Federazione Italiana Medici Pediatri (F.I.M.P.) Nazionale per esporre quello che, secondo loro, era il più interessante progetto di prevenzione delle malattie dei denti e della bocca e che era stato identificato col nome “legO”.
Si trattava di un mondo virtuale in cui i bambini venivano tutelati da prima della nascita e seguiti durante la crescita della loro bocca e dei loro denti passo-passo dai pediatri di famiglia, dai genitori e dagli specialisti. Le visite venivano effettuate in uno spazio dedicato, la “casetta rossa”, dove pediatri, odontoiatri e altri specialisti applicavano, nella prima infanzia, le diverse forme di prevenzione-protezione consentendo così di evitare le malattie dei denti e intercettando sul nascere le anomalie di sviluppo della bocca e del viso.

Naturalmente l’assoluta pletora di vantaggi era offuscata da un impedimento tecnico: l’impossibilità che in Italia si potesse individuare una zona geograficamente definita in cui i Pediatri Ospedalieri, che per primi assistono il bambino alla nascita, ed i Pediatri di Famiglia, che lo accompagnano fino ai suoi 14 anni, si accordassero per attivare una comune modalità comportamentale, accettassero l’impegno che questo comporta e investissero nuove energie verso questa specifica prevenzione senza zone d’ombra, cioè su tutta la popolazione infantile.
Il pronostico è stato capovolto in Piemonte dove per la prima volta si perfeziona un progetto in sintonia con la Pediatria di famiglia che prevede la completa eliminazione della malattia dentale e l’intercettazione delle anomalie dento-scheletriche entro i quattro anni.
La forza d’impatto dell’iniziativa è contenuta nella sua semplicità: non si propongono informazioni e consulenze “a pioggia” ma, molto saggiamente, si è concordato di attivare le nuove modalità preventive a partire da una data precisa e seguendo le tre semplicissime e applicabilissime regole che vengono utilizzate con successo da anni nei Paesi culturalmente più evoluti:

  • somministrare fluoro secondo le modalità OMS a tutti i bambini con esclusione, naturalmente, delle poche unità oggetto di patologie renali
  • prescrivere le norme igieniche abituali ed essenziali di pulizia dentale proscrivendo diete ricche di zuccheri e/o disordinate
  • applicare i sigillanti occlusali sui denti molari permanenti a tutta la popolazione infantile.


Non si tratta certo di norme rivoluzionarie ma è rivoluzionaria la sinergia della applicazione normativa e la totalità della nuova popolazione che ne diviene oggetto.
L’impresa ha un immenso valore etico e un importantissimo valore economico: i costi sociali e familiari per le cure odontoiatriche hanno raggiunto soglie insostenibili dalle famiglie e le categorie più colpite sono naturalmente quelle in cui la comunicazione igienico-sanitaria non viaggia, quindi le categorie socialmente deboli.
Solo la sinergia tra pediatria ospedaliera e pediatria territoriale può consentire, con questo progetto collettivo, un cambiamento di rotta con
l’eliminazione certa della malattia dei denti nei bambini attraverso un protocollo di prevenzione preventivabile nei costi e trasparente nei risultati garantendo un risparmio di costi sociali facilmente comprensibile.
Le modalità di applicazione sono quelle internazionali su cui non vale la pena di soffermarsi; la carie è una infezione batterica che si diffonde per la presenza di tre fattori:

  • un ospite, rappresentato dal dente
  • i batteri cariogeni, che fanno il danno
  • gli zuccheri, che rappresentano la piattaforma di fermentazione che consente ai batteri di svolgere la loro attività destruente.

E’ quindi semplice comprendere come eliminando la piattaforma cariogena con la dieta e con l’igiene dentale e rafforzando la protezione del dente aumentandone il contenuto di fluorapatite attraverso la somministrazione di fluoro, la malattia viene debellata.

Il protocollo consigliato è strutturato nel seguente modo:

  • 1.Prescrizione del fluoro per bocca e “rinforzo” prescrittivo durante l’esecuzione di tutti i bilanci di salute (1° mese; 2-3 mesi; 4-5 mesi; 8° mese; 10-11° mese; 15-18° mese; 3-4° anno; 5-6° anni; 8-9 anni);
  • 2.Consigli per l’igiene orale;
  • 3.Visita Specialistica Odontoiatrica infantile;
  • 4.Applicazione dei sigillanti occlusali sui denti molari permanenti a tutta la popolazione infantile all’età 6-7 anni.

Il protocollo (punto 1 e 2) diventa parte integrante dell’art. 19 dell’Accordo integrativo Regionale (allegato 1) ed il monitoraggio della prescrizione farmaceutica di Fluoro diventa la verifica dell’effettiva realizzazione dell’obiettivo (art. 19 punto 4).
La visita specialistica odontoiatrica infantile è oggetto di Accordo Aziendale.
L’applicazione dei sigillanti occlusali sui denti molari a tutta la popolazione infantile viene realizzata in accordo a quanto stabilito dall’Accordo Integrativo Regionale articolo 17 relativo alle prestazioni aggiuntive con cifra da stabilire nell’ambito dell’Accordo Aziendale (allegato 2). Secondo i suggerimenti pervenuti si ritiene di indicare la cifra di € 12,50 - comprensivo di ogni spesa - per ogni applicazione di sigillante occlusale su ogni dente molare.
Questa attenzione specifica nella prevenzione avrà come conseguenza non solo l’eliminazione della malattia dentale nei bambini del Piemonte con gli annessi benefici per la comunità ma consentirà l’intercettazione di tutte le anomalie di sviluppo in una fase precoce garantendo la possibilità, per le famiglie, di trattare i difetti disfunzionali in età pre-scolare con benefici biologici incalcolabili ed economici dell’ordine del 90%.
Il successo dell’iniziativa piemontese ci si augura che svolga anche un effetto volano su tutto il territorio nazionale e che consenta di trasformare la carie dentale nei bambini come un evento di rara eccezione.
Per il protocollo applicativo specifico della prevenzione-protezione odontoiatrica ci si avvarrà delle linee guida dell’OMS, rappresentata in Italia dalla Professoressa Strohmenger dell’Università degli Studi di Milano e per le valutazioni cliniche sarà messo a disposizione gratuitamente uno specialista odontoiatra infantile, su indicazione della Professoressa Strohmenger che garantirà lo standard valutativo necessario al programma ed al monitoraggio dello stesso.


Il Coordinatore Nord-Italia
Progetto Infant Oral Care
Dott. Fabrizio Comaita


________firmato________




Il Responsabile Nazionale Area Pediatrica

Progetto Infant Oral Care
Dott. Andrea Valpreda
________ firmato
______




Il Responsabile Formazione Nazionale
Federazione Italiana Medici Pediatri
Dott.ssa Gabriella Marostica
___delegata la firma ___




Il Responsabile Nazionale Area Odontoiatrica
Area Odontoiatrica OMS Milano
Dott. Maurizio Rosmarini
_____ firmato ____



Allegato 1)

19 – Equipe di assistenza territoriale

1. L’Équipe di assistenza territoriale pediatrica costituisce la forma organizzativa di aggregazione dei pediatri di libera scelta che assistono un bacino di popolazione omogeneo per collocazione geografica, accessibilità ai servizi sanitari ed esposizione a fattori di rischio ambientale ed operano in via preferenziale a livello distrettuale. Per particolari condizioni territoriali é possibile la costituzione di equipes appartenenti a più Distretti della stessa Azienda. Esse sono fondamentale strumento per la realizzazione del Progetto Cure Primarie Pediatriche e, pertanto, la loro costituzione è finalizzata a:
valutare specifici bisogni di assistenza della popolazione pediatrica;
realizzare progetti di razionalizzazione, aderendo a proposte di Progetti-Obiettivo individuati dall’U.C.A.D;
verificare gli effetti degli stessi;
facilitare, attraverso la figura del suo rappresentante, la comunicazione fra singoli medici pediatri e Ufficio di Coordinamento Distrettuale per:

il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta nelle varie fasi del budget e la loro responsabilizzazione nel raggiungimento degli obiettivi individuati dall’UCAD;
la rilevazione di problemi emergenti nell’erogazione delle prestazioni di secondo livello.

svolgere analisi e valutazione dei percorsi diagnostico terapeutici condivisi finalizzati alla cura di patologie di particolare frequenza o rilevanza per la sanità pubblica nella fascia di età pediatrica individuati dall’UCAD;
cooperare ad analisi epidemiologiche ed analisi della domanda su richiesta della Direzione di Distretto o della stessa dall’Equipe finalizzate alla promozione del miglioramento dell’assistenza pediatrica e della sua integrazione con altre figure sanitarie operanti nel Distretto;
favorire momenti di integrazione tra pari e con le altre figure sanitarie finalizzati all’ottimizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici nell’ottica della realizzazione del Governo Clinico nelle sue varie articolazioni.
2. Per problemi di interesse collettivo della popolazione, relativamente alle diverse fasce di età, definiti all’interno dell’UCAD, di comune accordo tra il Direttore di Distretto ed i Referenti delle Equipes pediatriche e di medicina generale, possono essere previste riunioni congiunte per un massimo di due riunioni annuali.
3. Per la realizzazione delle attività di cui al presente articolo, a ciascun pediatra dell’Equipe viene riconosciuta una quota capitaria annua di € . 6,00.
4. In particolare per la realizzazione dei punti b), c), d) a ciascun pediatra dell’Equipe viene riconosciuta una quota pari a € . 4,00 e per quanto previsto ai restanti punti, verrà riconosciuta una quota pari a €. 2,00. Le AA.SS.LL. procederanno ad erogare mensilmente come acconto 1/12 di €. 3,00 per ogni assistito ( pari al 75% della quota di €. 4,00), salvo conguaglio a saldo, a seguito di verifica dell’effettiva realizzazione degli obiettivi, così come previsto ai succitati punti b), c), d).
Parimenti le AA.SS.LL. erogheranno mensilmente 1/12 di €. 2,00 spettanti per i restanti punti, previa verifica dell’effettiva presenza.
5. L’Équipe di assistenza territoriale pediatrica dovrà essere composta, di norma, da almeno 10 pediatri di libera scelta fatte salve specifiche realtà aziendali. E’ demandata alla competente ASL ogni potere di verifica e di controllo circa la regolarità funzionale delle Equipes.
6. All'interno dell’Equipe di assistenza territoriale i pediatri nominano un Referente con funzioni di raccordo e di collegamento organizzativo con l’Ufficio di Coordinamento Distrettuale. Il Referente ha altresì il compito di individuare metodologie di lavoro e momenti formativi comuni finalizzati alla realizzazione dei Progetti-Obiettivo.



Allegato 2)


ART. 17 – PRESTAZIONI AGGIUNTIVE
(Allegato B dell’ACN - lettere A, B e C)


Omissis…
Per quanto concerne le
prestazioni diagnostiche di cui alla lettera C) dell’Allegato, le Aziende Sanitarie possono chiedere al pediatra di libera scelta o ai suoi associati, in riferimento all’Allegato 2) del presente Accordo, al fine di chiarire quesiti diagnostici e monitorare patologie acute o croniche, evitando il ricorso alle strutture di II° livello, l’esecuzione delle prestazioni diagnostiche di seguito elencate:



PRESTAZIONI CONCORDATE NELL’AMBITO DI PROGETTI OBIETTIVO

1) Esecuzione e valutazione di Spirometria semplice in bambini con asma persistente o ricorrente o altre patologie respiratorie € 25,82
2) Esecuzione e valutazione di Impedenziometria € 20,66
3) Esecuzione e valutazione di Podoscopia € 15,00
4) Esecuzione e valutazione di Scoliometria € 10,33
5) Riflesso rosso € 10,33
6) Screening per autismo (CHAT) € 10,33
7) Esecuzione e valutazione nei bambini con sospetta patologia allergica di Prick Test per la determinazione degli allergeni alimentari e/o Inalanti € 36,15
8) Esecuzione e valutazione di Elettrocardiogramma € 25,82
9) Altre prestazioni diagnostiche o di prevenzione-profilassi
€...........


2. Ciascuna ASL, nell'ambito della programmazione e nell'ottica dell'ottimizzazione delle risorse, può, con specifico Accordo Aziendale, consentire l'esecuzione di alcune prestazioni al fine di superare criticità organizzative dell'Azienda stessa in riferimento all’Allegato 2) del presente Accordo.




All'Introduzione


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